Oasi dell'antica quercia - BN

Pizzeria Oasi dell’antica quercia. Benevento

ernesto varricchio

[Rassegna stampa da Pizza Italiana] È il “caso” di dirlo. Ernesto Varricchio, ha una storia singolare alle spalle, diversi lavori (dal falegname al marinaio), una grande ricchezza di idee e voglia di rimettersi in gioco. Sempre. Alcuni anni fa gestiva un centro sportivo nella sua città e aveva in programma di coprire uno dei due campi di calcio che facevano parte del complesso. Non potendo realizzare questo progetto decise di occuparsi del locale che venne costruito esattamente in mezzo alla struttura. L’idea era quella di aprire un pub, ma poco per volta le cose sono cambiate. Merito della sorte o di una spiccata intraprendenza, Ernesto Varricchio oggi gestisce una delle più apprezzate pizzerie della zona.

E non si è ancora fermato.

Studia, inventa, impara, conosce e poi propone. Tre anni fa è andato nel nord Italia per imparare qualcosa sulla struttura dei forni, poi è stato a Napoli per carpirne alcuni segreti e infine si è costruito il proprio forno a legna poiché non poteva comprarselo e oggi questo strumento di lavoro è diventato una delle “attrazioni” del locale.

Ernesto è un uomo semplice, ma con gli occhi che ridono. È curioso, istintivo, creativo. Durante un corso per imparare il mestiere del pizzaiolo, conosce un medico di Napoli che aprirà una pizzeria a Nizza e con lui va a visitare la Fiera di Oltremare per iniziare ad orientarsi in questo nuovo mondo.

Appena entrato – racconta Varricchio – sono rimasto colpito dalla gigantografia di un uomo anziano. Ho osservato cosa accadeva nello stand, ho visto la competenza di chi parlava e spiegava un prodotto, ho assaggiato la pizza che veniva preparata: ho incontrato Petra e non l’ho più abbandonata”.

Oggi, nel locale di Benevento, Ernesto propone prodotti selezionati cercando di migliorare l’offerta giorno dopo giorno: “Utilizzo molti prodotti Dop – spiega – e lavoro con grande umiltà cercando di non dire mai che questa sarà la pizza che farò sempre, perché voglio ricercare e ricercare, migliorare, stimolare me stesso e la mia clientela con prodotti che tendono ad essere giorno dopo giorno superiori.La pizza la preparo io, chi viene da me mangia la pizza di Ernesto che io creo, come un poeta crea le sue poesie. Io sono un creativo, dipingo e penso che mangiare sia anche un fatto artistico, non solo alimentare”.

E il senso estetico Ernesto lo trasferisce anche sulle pizze che prepara, attraverso il modo in cui posiziona i prodotti, come presenta il piatto. “Non riesco a lavorare con fini commerciali pensando esclusivamente agli incassi. Faccio questo lavoro quindici, sedici ore al giorno perché mi piace e non mi pesa per nulla, anche se ho iniziato a farlo molto tardi, a cinquant’anni”, ama raccontare.

E si diverte anche a coinvolgere nel lavoro i tre figli con cui sperimenta nuovi abbinamenti come la pizza Pig proposta con melanzane, porchetta di Ariccia e fiordilatte di Agerola, mentre uno dei suoi piatti cult è sicuramente la pizza Zuccarella preparata con una vellutata di zucca, provola affumicata di Agerola, pancetta magra e pepe verde.

Ma attenzione: per andare all’Oasi dell’Antica Quercia bisogna conoscere la strada o chiedere alle persone giuste, più esperte. “Io non ho un’insegna – dice Varricchio – e c’è gente che si arrabbia per questo. Ma non mi sento ancora pronto per questo passo, devo ancora imparare molto, e poi ammetto che mi piace pensare al fatto che se le persone vogliono veramente venire a mangiare da me… beh, mi devono trovare”.

Sarah Scaparone

http://pizzaitaliana.me/2012/01/06/ernesto-varricchio/

Oasi della vecchia quercia. Pizzeria.
Benevento, contrada Epitaffio, 33 (via Appia)
0824 360 108

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ESERCENTI ADERENTI, Osterie e pizzerie, Tricorno - Benevento

Il Tricorno. Pizzeria e Trattoria. Benevento

tricorno benevento4Dal 1988, nel cuore del centro storico di Benevento, in via Capitano de JuliIs, 13, un caratteristico vicoletto di fronte al palazzo della Prefettura, trovate la pizzeria trattoria IL TRICORNO.

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Qui si possono gustare la vera pizza cotta a legna (anche a pranzo), una vasta scelta di primi e secondi, e ancora verdure e contorni della casa tipici della zona… il tutto condito con la cordialità e l’accuratezza del personale.

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Il Tricorno ai suoi clienti pratica il 5% di sconto rilasciando un buono sconto della rete SoldoCorto 

IL TRICORNO – PIZZERIA TRATTORIA
BENEVENTO. VIA CAPITANO DE JULIIS, 13 (di fronte alla prefettura)

0824 21 568 – 366 3255 937

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Documenti, Economia condivisa e felicità diffusa

SoldoCorto: economia condivisa, coesione sociale, felicità diffusa

soldocorto retro.inddLa rete del SoldoCorto, promossa dal Distretto di Ecovicinanza di Benevento, circuito per una responsabilità sociale corta e una cittadinanza economica non delegata, propone un buono sconto emesso da operatori di filiera corta (piccoli negozianti e produttori agricoli, artigiani e artisti) e utilizzabile presso qualunque degli operatori convenzionati o per lo scambio di tempo tra cittadini.

L’iniziativa coinvolge gli operatori locali che aderiscono alla rete del SoldoCorto e al “Distretto di EcoVicinanza di Benevento”, distretto di economia solidale rappresentato da piccoli operatori economici e consumatori responsabili compresi territorialmente nella provincia sannita.

Ogni “banco di mercante” è anche un “banco di emissione” di SoldiCorti. Il buono sconto, coinvolgendo i suoi possessori a realizzare acquisti presso gli esercizi locali, a conduzione familiare, agevola le relazioni di filiera corta tra negozianti e residenti rionali/urbani e tra produttori e residenti provinciali.

Comprando presso gli esercizi vicini, possiamo ricostruire il modello culturale ed economico della relazione corta che, agevolando nelle persone un’inclusione del vicino territoriale, è anche esercizio a un approccio inclusivo dell’altro, del diverso e delle differenze:

– più comunità territoriale e coesione sociale;

– più sicurezza alimentare;

– meno inquinamento e infortuni stradali per il trasporto di merci lontane;

– meno compere in auto;

– più qualità ambientale nei nostri luoghi quotidiani;

– più economia relazionale e socialità di quartiere;

– più economia locale e autodeterminazione dei territori;

– più redistribuzione del reddito con ricavi che restano ai piccoli produttori locali e ai negozianti rionali, invece di migrare verso le aziende sovraterritoriali, quelle finanziate da capitali estranei ai territori (siti di e-commerce, franchising, negozi di catena e centri commerciali;

– più lavoratori che diventano imprenditori di sé stessi, invece che dipendenti delle grandi società di capitali;

– più economia reale capace di tutelare la comunità territoriale dalla recessione dei mercati globali.

Moneta sing per cesvob.inddI cittadini, se vogliono essere protagonisti del cambiamento e della coesione, possono decidere di “scambiarsi doni” con i negozianti del rione e con i produttori locali, invece di “comprare” presso spersonalizzanti franchising, centri commerciali e siti di e-commerce.

Solo se ci si riappropria della capacità decisionale, rimossa da quell’omologazione impostaci da mass media e grande distribuzione, si riuscirà a ricreare quell’economia relazionale che è capace, anche, di tutelare i livelli occupazionali e la qualità ambientale e sociale del proprio territorio.

I testimonial televisivi ci costringono a un modello omologante di consumo che, con rilevanti costi sociali e ambientali, sposta risorse economiche dalle comunità locali agli azionisti dell’economia globale, moderni feudatari che hanno causato l’attuale crisi economica, sociale, culturale e ambientale.

Possiamo ancora decidere se scambiarci i nostri soldi con i nostri vicini o se lasciarli, per sempre, a sconosciuti azionisti dell’economia globale.

L’economia solidale e il consumo critico ci insegnano che le soluzioni non possono essere individuate delegando alle istituzioni e alla politica, ma solo agendo in prima persona sul territorio, tutelando gli interessi comuni con una pratica quotidiana responsabile che è anche esercizio a una coesione sociale, a un’inclusione dell’altro, a una felicità diffusa.

Il SoldoCorto può favorire tutto questo: una rivoluzione dal basso e silenziosa.

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